Disturbo post traumatico da stress, lutti, perdite affettive, separazioni, incidenti stradali e sul lavoro, attacchi di panico, orientamento scolastico e professionale, mobbing

 

 

 

EMDR: cos'è e come funziona

 

Muovere gli occhi per guarire la mente?

Questa è la sfida dell’ EMDR, un metodo psicoterapeutico fondato dalla psicologa statunitense Francine Shapiro.

E i risultati sono sorprendenti, se si utilizza questa tecnica con la dovuta preparazione.

L’EMDR è stato creato negli anni '80 nella Baia di San Francisco. Le sue iniziali derivano dalle parole inglesi: Eye movement desensitization and reprocessing, cioè desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari, anche se il metodo, attualmente, non è più limitato ad usare i movimenti oculari, ma prevede la possibilità di somministrare anche stimoli uditivi (attraverso dei suoni che vanno da un orecchio all’altro) o tattili (attraverso il “tapping” sulle mani del paziente).

L’ EMDR, in 20 anni, è diventato una delle modalità di trattamento psicoterapeutico più efficace per curare i sintomi della Sindrome da Stress Post-Traumatico (PTSD nella letteratura anglosassone). e oggi, l’EMDR è il metodo di trattamento del disturbo post-traumatico da stress, meglio documentato nella letteratura scientifica.

La nascita dell’EMDR è ormai diventata un aneddoto: durante una passeggiata nel maggio 1987, la psicologa americana Francine Shapiro scoprì che i suoi "piccoli pensieri ossessivi negativi" scomparivano quando i suoi occhi si muovevano rapidamente da sinistra a destra.

Di fronte a questa strana situazione Shapiro reagì ripetendo l’esperienza più volte, proponendola ai suoi colleghi, e investigando a fondo. Nel giro di pochi anni mise a punto le basi di quel metodo noto come EMDR.

Diventata ricercatrice presso il Mental Research Institute di Palo Alto, Francine Shapiro ha ricevuto nel 2002 il premio Sigmund Freud, la più alta distinzione del mondo in psicoterapia.

Nel frattempo, più di sessantamila psicoterapeuti sono stati formati all’uso dell’ EMDR in oltre ottanta paesi, ed è nata una organizzazione umanitaria ( HAP ) che interviene in tutto il mondo dopo gravi calamità.

Due recenti articoli comparsi sul New York Times descrivono l’EMDR attraverso le parole della psicologa americana Francine Shapiro, la creatrice dell’EMDR

(articoli in lingua inglese):

http://consults.blogs.nytimes.com/2012/03/02/the-evidence-on-e-m-d-r/

http://consults.blogs.nytimes.com/2012/03/16/expert-answers-on-e-m-d-r/

 

Qui è possibile rivedere l’intervista alla dott.ssa Bruna Macarone che presenta l’EMDR ai microfono di un’emittente televisiva

http://www.youtube.com/watch?v=28hqjN7AXWw

 

L’EMDR compare ufficialmente nel 1987 e si propone, da subito, come un alternativa ai vari trattamenti per la Sindrome da stress post traumatico.

Durante un evento traumatico (aggressioni, violenze, gravi incidenti d’auto, rapine, ed altro) la nostra mente (il nostro cervello) memorizza tutto quello che succede, comprese immagini, suoni, odori, sensazioni fisiche.

Tutte queste informazioni che rimangono registrate nella nostra mente possono, in alcuni casi, disturbare e compromettere la qualità della nostra vita e in alcuni casi arrivare a compromettere il nostro equilibrio psicologico nel momento in cui tali informazioni vengono riattivate da stimoli nella vita presente (che tuttavia non hanno nulla a che vedere con il nostro evento traumatico passato).

Per porre un termine a questo circolo vizioso per cui anche degli stimoli del presente ci fanno ripiombare nel passato, l’EMDR si propone di identificare e “desensibilizzare” le credenze negative che la nostra mente associa all’evento traumatico.

Attraverso i movimenti oculari o attraverso delle stimolazioni uditive o tattili, che hanno per effetto quello di sincronizzare le informazioni registrate nei due emisferi cerebrali destro e sinistro, l’EMDR rimette in funzione il nostro meccanismo innato di rielaborazione dell’informazione e ciò permette di superare l’evento traumatico e riprendere la propria vita in maniera più equilibrata e meno problematica.